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L'area sommitale della Rocca, corrispondente al promontorio roccioso prospicente la parte sud-occidentale del Lago di Garda, è oggetto di una serie di interventi finalizzati alla tutela e alla valorizzazione del sito. Oltre alle insindacabili peculariatà naturalistiche e paesaggistiche del sito che lo rendono uno dei luoghi più appetibili del Garda, recenti scavi archeologici hanno messo alla luce i resti di quello che era uno dei più importanti castelli del territorio bresciano, evidenziandone le strutture murarie che si conservano mediamente per circa due metri dal livello attuale di calpestio. Queste costituiscono un rilevante patrimonio monumentale del periodo medievale, oltre ad essere concreta testimonianza dei lunghi conflitti tra Guelfi e Ghibellini. La distruzione avvenne su precisa ordinanza del Provveditore veneto Soranzo, poichè la roccaforte era diventata sede inespugnabile di banditi fin da XVI secolo.
Dal 1996 è in corso un progetto per la tutela e la valorizzazione della Rocca di Manerba elaborato dall'arch. Aldo Maifreni con il patrocinio scientifico del prof. Gian Pietro Brogiolo e con i contributi dello staff tecnico dell'ENAIP di Botticino, del dottore forestale Marco Bazzoli, della conservatrice dott.essa Brunella Portulano e dell'Associazione Amici della Rocca. Il progetto, redatto dall'Amministrazione comunale e dal Museo Civico, rientra nel programma triennale di scavi archeologici della Rocca (1996-1998) garantito per la responsabilità scientifica da due università:
-UNIVERSITA' DI BIRMINGHAM (prof. L.Barfield del dipartimento di archeologia e doot.essa S.Buteux del BUFAU) per la parte preistorica:
-UNIVERSITA' DI PADOVA (prof. G. P. Brogiolo del dipartimento di archeologia) per la parte medievale.
La musealizzazione di questo sito dalle valenze culturali multidisciplinari rappresenta dunque l'obbiettivo finale del progetto in corso. Per il 1998 è prevista l'ultima campagna di scavo archeologico indirizzata in particolare a completare quanto avviato nel biennio precedente. Importanti scoperte si sono succedute in questi anni sia per le fasi di insediamento medievale che per quelle preistoriche. Del castello medievale i resti più rilevanti sono il Mastio a base quadrata, tre cinte di mura, la cisterna per l'approvigionamento dell'acqua, laboratori e locali artigianali, edifici residenziali ed una eccezionale struttura ecclesiastica ad aula unica ed abside semicircolare, addossata alla seconda cinta muraria, così come una serie di almeno venti abitazioni.
Congiuntamente alla promozione dello scavo archeologico, sono state attivate le opere per la conservazione delle murature in vista del restauro conservativo definitivo.Interventi conservativi specifici sono stati messi a punto a seguito di una accurata documentazione grafica e fotografica scegliendo, tra i materiali utilizzati nelle varie fasi edilizie del castello della rocca ed accuratamente analizzati in laboratorio, quelli che per caratteristiche chimiche ed elastiche garantivano migliore conservazione nel tempo. La protezione finale con prodotti sintetici garantirà inoltre la impermeabilizzazione delle parti maggiormente esposte agli agenti atmosferici. Alla fine della campagna di scavi del 1998 seguirà la valorizzazione dell'area anche attraverso la sistemazione vegetazionale. In seguito alla analisi specialistica della vegetazione si procederà a tagli selettivi della vegetazione arbustiva infestante ed alla pulizia del sottobosco. La predisposizione di un percorso principale di visita per il miglioramento dell'accessibilità e della recettività del sito completerà l'opera verso la fine del 1998. Il visitatore, a fine lavori, potrà avvalersi di un percorso rafforzato in alcuni punti con strutture lignee per facilitarne la percorribilità oltre ad aree di sosta operativa e zone attrezzate per la didattica con pannelli esplicativi multidisciplinari. Ad lcuni, con ricostruzioni delle fasi storico-insediative, saranno infatti affiancati altri relativi agli elementi di maggior interesse botanico, geologico, ecc. al fine di informare e sensibilizzare i visitatori.
Per la stagioon eestiva del 1998 quindi si dovrà accettare una soluzoione dio compromesso in vista del completamento dei lavori. Poi al visitatore si aprirà uno scenario stupendo con tutta una serie di fortificazioni stratificate. L'accesso alla zona scavi, per questioni di sicurezza, rimarrà vietata al pubblico, al quale peraltro sarà garantita una visita guidata lungo appositi percorsi preattrezzati.
NORME SULLA NAVIGAZIONE
Fascia Costiera: Lungo le sponde è vietata la navigazione a motore in una fascia della profondità di 300 metri (ridotta a 150 me-tri nel golfo di Salò, da Barbarano alla Rocca di Manerba). Lattraversamento di questa fascia è consentito perpendicolarmente alla costa alla velocità di 3 nodi, ma non nelle zone riservate alla balneazione.
Velocità: La velocità massima consentita è di 20 nodi nelle ore diurne e di 5 nodi nelle ore notturne. L'entrata e l'uscita dai porti va compiuta a velocità non superiore a 3 nodi.
Subacquei, windsurf, sci nautico. I subacquei devono segnalare la loro presenza mediante boa. lo sci nautico è soggetto ad una di-sciplina particolareggiata (corridoi di lancio, attrezzature dell'unità trainaste, requisiti del relativo personale, ecc.). L'uso delle tavole a vela (windsurf) è consentito da un'ora dopo l'alba fino al tramonto e solo in condizioni di buona visibilità. E pre-scritto il giubbotto di salvataggio.
Scarico di Rifiuti: È assolutamente vietato gettare rifiuti di qual-siasi genere, compresi i residui di combustione di oli lubrificanti.
Lavaggio: I natanti devono essere sottoposti al lavaggio della carene prima dell'immersione.
Area riservata alla vela e al windsurf. Lo specchio d'acqua anti-stante le coste di Riva del Garda, Arco, Torbole (circa 10 kmq) è vietato alla navigazione a motore.
Vigilanza e Sanzioni:. È previsto un complesso di sanzioni am-ministrative (da L.30.000 a L.1.000.000) a seconda della gravi-tà dell'infrazione. particolari disposizioni si riferiscono ai servizi di vigilanza.