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L'edificio si trova sulla strada che collega Padenghe a Soiano, sul suo fianco è stato inserito il cimitero comunale, con il quale forma corpo unico. La via su cui si attesta è fiancheggiata per un lungo tratto da filari di antichi cipressi che già di per sé inducono il viaggiatore ad un atteggiamento di riflessione e rispetto.
Il fabbricato risulta composto da due parti distinte: il presbiterio e l'aula. La seconda si presenta come una ampliamento successivo rispetto ad una preesistente struttura. A collegare i due ambienti, che presentano altezze differenziate, un portale arcuato e due gradini. Il suolo dell'attuale aula presenta una forte pendenza verso l'esterno.
Una loggetta anteposta alla facciata media il rapporto con il sagrato e la strada.
Sotto le due finestre di facciata sono alloggiati due scrigni lapidei per la raccolta delle offerte, che portano le iscrizione: "Elemosina per la B.V. Maria" e "Elemosina per i defunti".
Un'imponente costruzione scenografica fa da cornice all'altare maggiore.
Nel complesso, la scarsa luminosità, le dimensioni non perfettamente bilanciate e la povera ornamentazione conferiscono alla chiesa un carattere cupo, che all'esterno assume una connotazione romantica data dalla vegetazione e dal camposanto adiacente.
Dal fianco, verso il cimitero, si eleva il campanile, sul quale spicca la cella riccamente modanata. La torre, pur essendo architettonicamente solida, presenta una discreta inclinazione verso nord, che potrebbe destare preoccupazione.
Il racconto delle origini fa riferimento all'apparizione della Madonna ad una giovane fanciulla muta il 16 maggio 1527. A seguito di tale visione, la giovane riacquistò l'uso della parola e a memoria di questo miracolo venne edificata la chiesa cui fu attribuito il nome di "Torricella", dalla denominazione della contrada in cui abitava la ragazza.