
La chiesa, che fa parte integrante di un complesso di strutture pubbliche, che si colloca sull'incrocio di due strade storicamente rilevanti per Padenghe, l'una che la collegava con Lonato, l'altra che conduceva al castello.
Di notevoli dimensioni, presenta una grande aula in cui si fondono l'abside e il coro a pianta poligonale, al quale si accede anche attraverso una porta autonoma.
Lo spazio interno è ritmato dagli ampi arconi di sostegno del soffitto voltato.
La pavimentazione è in piastrelle di cotto da cm 20 x 20 posate lungo la diagonale.
Oltre all'altare maggiore, sono presenti due altari laterali minori, definiti da decorazioni baroccheggianti.
L'ingresso laterale, all'interno dell'aula è incorniciato da un apparato ligneo stuccato e dorato. I due accessi sono caratterizzati da cornici marmoree sovrastate da timpani modanati.
L'ampia sacrestia comunica direttamente con la torre campanaria, che risulta quindi inglobata nel fabbricato.
In prossimità dell'ingresso principale una lapide rivela la presenza di una sepoltura. Nel marmo è incisa l'iscrizione "Hinc expectat carnis resurrectione Jacobus Maraviglia. A 6. Anno 1693"
Nel corso di recenti lavori di manutenzione, sulla facciata si sono messe in evidenza alcune parti strutturali la cui logica sembra rispondere ad una vaga idea di antiquariato popolaresco. Certamente sono indice della cura genuina e gioiosa che i fedeli hanno prestato alla loro chiesa. Conforta il fatto che non si tratti di interventi irreversibili.
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