Capovalle presenta un'architettura di agglomerato antico ancora caratteristico e integro, sopratutto noi porticati delle case contadine, nelle viuezze medioevali, nelle gradinate con selciato di pietra dura. Sulle pareti esterne delle abitazioni civili più signorili appaiono ancoro affreschi a soggetto religioso, significativi per gli aspetti devozionali.
Ma è la chiesa parrocchiale di origine quattrocentesca a costituire il segno più alto all'intensa fede religiosa dei capovallesi. Il tempio, a una navata nel tipico stile barocco, è dedicato a S.Giovanni Battista; è assai ricco di opere d'arte, tra cui l'altare della Madonna sovrastato da una pala da alcuni attribuita al Romanino. Notevole anche l'organo ritornato all'antico splendore dopo la recente opera di restauro.
Soltario sopra una rupe, si erge il Santuario della Madonna di Rio Secco. La chiesa primitiva, costruita nel 1715 e dedicata alla Madonna patrona dei boscaioli e carbonai, è stata ampliata nel 1906 ed è ancora oggi meta di pellegrinaggio da parte degli abitanti di tutta la valle.
Singolari e significativi sono due monumenti, quello ai caduti e quello all'emigrante a ricordo di altrettanti eventi dolorosi della storia di questo paese. Sul Monte Stino, moderna e semplice, si erge la chiesetta costruita dagli alpini, testimonianza di fede che sfida le altezze. A mezzo chilometro dalla chiesetta alpina, sorge il suggestivo Museo dei reperti bellici (guerra 1915-1918), luogo che conserva testimonianze locali della grande guerra, mentre una scaletta di pietra, porta poco più in alto, alla sommità rocciosa del monte, un tempo luogo di osservazione delle vedette, oggi invidiabile punto di interesse panoramico.
A sud-ovest di Capovalle si trova u
na vasta zona (160 ettari circa) di conifere ad alto fusto, abeti rossi e larici. Il bosco ceduo presenta invece faggi, frassini e aceri.
Nel sottobosco abbondano funghi, lamponi, fragole e more. Ricca è inoltre la flora tipicamente alpina e prealpina: la centaurea, il giglio rosso, l'agrifoglio, il rododendro irsuto, la felce, le orchidee, le rose di natale, i mughetti e il fior di stecco ed altri classici fiori di montagna. A Settentrione spicca la mole del monte Stino. Esso può essere suddiviso in due versanti: quello sud e quello nord. La parte bassa è caratterizzata da un bosco ad alto fusto, con piantagioni artificiali di larici e pini neri; inoltre sono presenti noccioli, carpini e roverelle. Nella parte alta troviamo boschi di faggio, carpino, orniello, caspugli di nocciolo, pino corvino e pinete di mugo. Tra questi boschi hanno la loro dimora vari animali come il capriolo, la lepre, il tasso, la volpe, lo scoiattolo, il francolino di monte e il gallo forcello e cedrone: uno spettacolo raro di bellezza e integrità naturali a disposizione di chiunque voglia godere intelligentemente la pregnanza dell'ambiente alpino.