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NOTE :
In questa zona si aggirava millenni fa il minaccioso orso delle caverne, un cui scheletro è stato rinvenuto nel 1954 dal Gruppo Grotte di Gavardo nel Buco del Frate, sul monte Budellone. La posizione lungo la strada per il lago e la Valle Sabbia, il passaggio del fiume Chiese, favorirono il popolamento dellíarea da parte dei galli cenomani, dei romani, dei longobardi e poi dei carolingi.
Il monastero benedettino di San Pietro in monte Orsino di Serle aveva una corte o forse un convento a Celle e ad Acquatica: ne restano colonne, archi e loggette, oltre a decorazioni. Già nel 1125-54 alcuni documenti attestano líesistenza di una cappella di San Michele - caro alla tradizione longobarda - a Goglione Sopra (Goglione fu il nome del paese fino al 1928), con una dipendenza a Goglione Sotto, dedicata a San Zenone, patrono dei pescatori. Nel 1175 la cappella di San Zenone veniva sottratta alla sfera díinfluenza del monastero di Serle e della pieve di Nuvolento, e affidata al prevosto della chiesa di San Giovanni de Foris a Brescia.
Alcuni notai che vidimarono atti contenuti nel ìLiber Potherisî del Comune di Brescia provengono da Goglione: Lorenzo (1227), Benedusio (1256), Lanfranchino (1292). Nel 1300 in località San Michele il vescovo di Brescia aveva consistenti proprietà, forse le stesse che costituivano il feudo concesso nel 1183 ai Lavellongo. Nel 1426, col passaggio al dominio di Venezia, Goglione dipese dalla quadra di Gavardo. Nel 1438 nella zona vi furono movimenti delle truppe viscontee del Piccinino e veneziane del Gattamelata, durante líassedio di Brescia. La crescita del paese era tale da indurre nel 1462 il vescovo Bartolomeo Malipiero a concedere che si costituisse la parrocchia di San Michele, con la curazia dipendente di San Zenone.
Quando nel 1516 Venezia, ripreso possesso delle proprie terre dopo la lunga invasione francese, volle risarcire i danni di guerra subiti dai vari comuni, Goglione si trovò in lite con Gavardo per la suddivisione dei risarcimenti. Nel 1530 uníepidemia colpì duramente il paese, il cui consiglio fece voto a San Rocco di elargizioni ai poveri. Di queste forme di generosità i goglionesi ebbero atto nel 1573 da monsignor Cristoforo Pilati, coadiutore del vescovo Bollani nella visita pastorale, che rilevò il concreto fervore religioso della gente.
Sul Catastico di Giovanni da Lezze (1610) Goglione risulta avere 1.300 abitanti, dei quali 300 attivi. Il comune aveva due mulini, uno sul Naviglio e uno sopra il Chiese; inoltre víerano una segheria, un frantoio, tre fucine che producevano attrezzi in ferro.
Il monte di pietà - che qui si chiamò ìdel miglioî e poi ìdel granoî - fu costituito col testamento lasciato nel 1630 da tale Paolo Badilini. Nei primi anni del ë700, durante la guerra di successione, lo stanziamento a Goglione di alcune truppe imperiali al comando del principe Eugenio di Savoia (che aveva posto il campo a Gavardo) avvenne non senza disagi per la popolazione.
Contemporaneamente alla separazione delle parrocchie (1792) avvenne anche quella tra i comuni di Goglione Sopra e Goglione Sotto, durata fino alla riunificazione nel 1928 col nome di Prevalle.
Tra i goglionesi illustri si ricordano padre Carlo Nicolini (1708-72), francescano, che divenne segretario generale dellíOrdine dei Frati Minori; don Gianmaria Biemmi (1708-84), autore di due volumi di una Storia di Brescia ricca di fantasia, tale da procurargli violente critiche e da fargli abortire il terzo volume. Il senatore Orazio Butturini (1870-1947), alto magistrato, primo sindaco di Prevalle dopo la Liberazione.
IL NOME Prevalle, assunto nel 1928, significa "prima della valle". Il vecchio nome Goglione, di probabile origine longobarda, verrebbe da ìgoiî (pungolo, ma anche gorgo díacqua), o anche dal dialettale accrescitivo ìgoiùî (spinta), sempre riferibile alle acque del Chiese.
RESIDENTI-CENSIMENTI 1861-1991

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